Rovinate per una coppa mestruale

Un team di studiosi francesi lancia l'allarme: «Possono causare la sindrome da shock tossico». Secondo le stime una donna su 100 mila potrebbe ammalarsi. In particolare se portatrice di Stafilococco Aureo.

coppetta mestrualeSi può morire per un tampone. Certo l’incidenza non è alta come negli Anni ’80, quando la mortalità si aggirava tra il 20 e il 30%. Ma il problema esiste. Come segnala un team di studiosi francesi del centro di ricerca nazionale di Lione ha condotto un’indagine su 700 tra assorbenti interni e coppe mestruali. Il risultato è, a tratti, preoccupante: «Possono causare la sindrome da shock tossico».  Secondo le stime una donna su 100 mila potrebbe ammalarsi. In particolare se portatrice di Stafilococco Aureo, batterio, tra l’altro responsabile di infezioni come la cistite, che possono essere un campanello d’allarme.
I ricercatori sottolineano, però, come i tamponi igienici in cotone siano meno pericolosi: «Questi prodotti sembrano avere un effetto neutro». Tanto che, nel caso in cui si verifichi, il disturbo sembra essere dovuto più che altro al modo in cui vengono utilizzati. Al contrario è sempre meglio evitare le coppe mestruali che permettono un afflusso d’aria più importante nella vagina. L’ossigeno infatti facilita la moltiplicazione del batterio in questione nell’accumulo di sangue bloccato dal tampone con relativa produzione di una tossina che poi potrebbe entrare in circolo e fare danni.
Per questo gli esperti raccomandano di non portare mai assorbenti interni o coppe mestruali per più di quattro ore, sei al massimo. «Quando li utilizziamo correttamente, il rischio è minore, ma non azzerato», spiega la direttrice del team di ricerca.

I TABÙ SONO PERICOLOSI
Insomma si tratta di un tema da non sottovalutare anche se tutto ciò che riguarda le mestruazioni spesso è considerato tabù perché percepito come qualcosa di ‘sporco’. Il fatto di parlarne poco influisce anche sugli studi che si fanno e sulla rilevanza che i medici danno alla sindrome. Il caso di Justine è emblematico: a 24 anni intossicata per via di un tampone non riesce a curarsi a causa di errori nella diagnosi: «Il farmacista mi aveva detto di avere la gastrite, il medico la scarlattina e al pronto soccorso a nessuno è passato per la testa di farmi domande inerenti al ciclo e ai tamponi».
Ancora peggio è andata a Lauren Wasser, celebre modella e grande sportiva, che per sopravvivere ha dovuto subire l’amputazione di una gamba. Una mattina la madre l’ha trovata incosciente sul pavimento del bagno, svenuta per via della febbre troppo alta. L’infezione aveva fatto in tempo a diffondersi trasformandosi in cancrena: «È stato il dolore più atroce che avessi mai provato, non saprei nemmeno descriverlo».

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Publicato in: Corpo Argomenti: , Data: 10-07-2017 02:39 PM


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