La ricetta della felicità

La scrittrice Gretchen Rubin è l'autrice di un libro che spiega che cosa fare e quali errori non commettere se si desidera una vita serena. Ecco le 5 regole principali.

Gretchen Rubin for the Times Magazine in NYC on 2/13/15Cambiare la propria vita in meglio ed essere felici? Si può. A patto di darsi delle regole da rispettare sempre e comunque, con ferrea dedizione. Ne è convinta Gretchen Rubin, la scrittrice statunitense autrice del libro Progetto felicità (Sonzogno, pp. 414, 16,15 euro), un resoconto dei suoi tentativi di vivere una vita lieta e felice che sta aiutando moltissime donne. Ecco, ridotti all’osso, i cinque pilastri su cui si basa la ricetta di Gretchen.

TENERE A BADA LO STOMACO
Uno dei primi passi fatti da Gretchen è stato quello di imporsi una dieta rigorosa. Niente zuccheri e niente carboidrati per lei (ai suoi figli invece lascia molta più libertà). In questo modo non solo ha perso peso, ma ha anche imparato a controllare l’istinto della fame e a non esserne più schiava.

progetto_felicitaORDINE
Se quando aprite il cassetto delle posate non sapete dove mettere le mani, vuol dire che qualcosa non va. Sembra una minuzia, ma Gretchen è convinta che la felicità passi anche dal saper mantenere un certo ordine nei propri cassetti e armadi. Vale per le posate, così come per i vestiti e le scarpe. Se qualcosa non serve o non viene utilizzato bisogna sbarazzarsene. Il superfluo è nemico della felicità.

LE SORPRESE DELLA DISCIPLINA
Essere disciplinati non significa dover vivere una serie di giornate sempre uguali a sé stesse, anzi. Andare a caccia di novità è fondamentale per essere una persona felice. Saper organizzare la propria vita permette di lasciare spazio a momenti dove l’imprevedibile è dietro l’angolo e il carpe diem è la regola.

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO
Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi. Un vecchio adagio che, nella filosofia di Gretchen, si traduce nel religioso rispetto delle scadenze. Mai trascurare date, appuntamenti e orari. Trascinarsi dietro un impegno significa sottrarre spazio ad altre attività, potenzialmente più interessanti, e a lasciare nel nostro subconscio una sgradevole sensazione di incompiutezza.

CONOSCI TE STESSO
Non siamo tutti uguali, e Gretchen lo sa. Secondo la scrittrice, le persone tendono a dividersi in quattro categorie: gli upholders, cioé coloro che rispondono sia alle proprie aspettative che a quelle altrui; gli obliger, che rispondono alle aspettative altrui ma non alle proprie; i rebels, che oppongono resistenza sia a sé stessi che agli altri; i questioners, che rispondono alle proprie aspettative ma non a quelle altrui.

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Publicato in: Mente&Psico Argomenti: , , Data: 14-12-2015 11:17 AM


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