Allenati alla felicità

di Luca Burini
La Giornata mondiale dell'Onu, il 20 marzo, ricorda che è una faccenda seria. E non è un a questione di felicità, ma di attitudine. E l'ottimismo si coltiva. Tre esercizi per sorridere di più.

ThinkstockPhotos-149820133Il benessere di una nazione? Non si misura con il reddito. Si misura con la felicità. Per molti infatti la Felicità nazionale lorda è molto più importante del Prodotto interno lordo. Tanto che nel giugno 2012 l’Onu ha istituito la Giornata mondiale della felicità che si celebra il 20 marzo. «La ricerca della felicità è una faccenda seria. Far sì che tutti gli uomini raggiungano la felicità è uno degli obiettivi principali delle Nazioni Unite», ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

LA DANIMARCA È IL REGNO DELLA FELICITÀ
L’insegnamento era già stato colto nei primi Anni ’70 dal Bhutan, un piccolo Stato montuoso dell’Asia. Già all’epoca il Paese ha riconosciuto la supremazia della felicità sul reddito e ha adottato l’obiettivo di Felicità interna lorda come standard di riferimento, anteponendolo al Prodotto interno lordo e innescando un dibattito sui Pil alternativi tuttora in corso. Secondo l’ultimo World Happiness Report invece gli Stati più felici del mondo sono quelli scandinavi: sul podio troviamo Danimarca, Finlandia e Norvegia. Seguono Paesi Bassi, Canada, Svizzera, Nuova Zelanda e Australia. L’Italia occupa il 28esimo posto.

EDUCARE IL CERVELLO AL SORRISO
Una posizione che può migliorare, basta allenarsi. Perchè la felicità non è questione di fortuna. Secondo la psicologia è un’attitudine che ognuno può apprendere da sé modificando il proprio punto di vista sulle cose e coltivando l’ ottimismo. Inoltre il cervello può essere educato alla felicità o all’infelicità attraverso un allenamento composto da tre esercizi, che il Time ha sintetizzato da alcune prestigiose pubblicazioni di psicologia.

ThinkstockPhotos-1839939241. CONTARE LE COSE BELLE DELLA PROPRIA GIORNATA
Bastano pochi minuti ogni sera. Bisogna scrivete tre cose che sono andate bene durante la giornata e perché. Si possono annotare su un diario o sul computer, l’importante è tenerne traccia. Non conta che si tratti di eventi straordinari (ad esempio «mio marito tornando a casa dal lavoro ha comprato il mio gelato preferito per dessert»), possono essere comunque importanti (come «Mia sorella ha appena dato alla luce un bambino sano»). Accanto a ogni avvenimento positivo, bisogna sempre rispondere alla domanda: «Perché è successo?». Questa tecnica è stata sperimentata diverse volte e spiega il motivo per cui le persone anziane sono più felici: ricordano il bene e dimenticano il male.

2. PARAGONARSI SOLO A CHI È PEGGIORE DI SÈ
Di solito si dice che non bisogna paragonarsi agli altri. La ricerca, invece, dimostra che il confronto non sempre è dannoso per l’autostima. O meglio non lo è se lo si fa con chi è peggiore di noi. Lo conferma Bauer, ricercatore associato al Sunnybrook Health Sciences Centre e psicologo Cognitive Behavioural Therapy Associates di Toronto: «Quando ci si mette a paragone con chi è più bravo di noi, si finisce per sentirsi inferiori e infelici».

3. GUARDARE AL PASSATO IN MODO POSITIVO
Una visione inadeguata della propria vita può causare depressione. Gli psicoterapeuti aiutano a ‘riscrivere’ la propria storia da una prospettiva diversa. Questa tecnica, che le persone felici applicano automaticamente, talvolta, può risultare anche più efficace dei farmaci. E permette di preservare e conservare la propria autostima.

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Publicato in: Energia, Mente&Psico, Relazioni Argomenti: , , , , Data: 20-03-2017 10:06 AM


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