Emozioni

Domatrice della rabbia in 5 mosse

di Lucrezia Holly Paci
Per cominciare, scarica la tensione ed estraniati. E se non basta usa la 'mano debole'.

«Adesso basta! Non ce la faccio più». Prima o poi è capitato a tutti di diventare neri dalla rabbia. Una menzogna, un tradimento, un’offesa, un’ingiustizia, una minaccia: ad accendere sentimenti rancorosi ci vuol poco e a perdere il controllo ancora meno. Arrabbiarsi è giusto e naturale ma è importante riuscire a gestire le proprie emozioni, evitando che diventino distruttive per se stessi e per gli altri. Ecco cinque mosse per imparare a padroneggiare la rabbia senza troppe difficoltà.

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1.Riconosci di essere arrabbiata. Daniel Goldman nel suo libro Emozioni distruttive ha descritto la rabbia come uno dei tre veleni della mente e, per fronteggiarla, ha invitato innanzitutto a maturare auto-consapevolezza. L’abilità di riconoscere le proprie emozioni è fondamentale per la propria auto-regolazione. Negare, per esempio, a se stessi di essere arrabbiati non aiuta a smaltire la rabbia. Anzi, la alimenta. L’esplosione (di rabbia incontrollata) e l’implosione (di rabbia repressa) sono considerati tra i primi due effetti collaterali della mancanza di auto-consapevolezza.

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2. Evitare di ‘sputare’ giudizi infondati. Un automobilista ci taglia la strada e subito iniziamo a criticare il suo modo di guidare, la mancanza di attenzione, la sua maleducazione e la sua personalità. Se si frenano i giudizi, però, è meglio. Soprattutto quando non si conosce l’altro. Il consiglio è di Dolf Zillman, psicologo della Alabama University, che ha invitato a osservare i propri pensieri rabbiosi e a metterli in discussione. Certo, l’automobilista ha sbagliato: ma se non ci avesse visto? Come si fa a sapere che non stava correndo a casa dalla compagna per un’urgenza? Frenare giudizi avventati aiuta a controllare la rabbia: avercela con qualcuno è ben diverso – ha sottolineato lo psicologo – dall’avventarsi contro di lui.

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3. Scaricare la tensione fisica. Controllare un’emozione vuol dire esercitare un controllo sulla propria energia corporea che va, comunque, scaricata. Non a caso, nelle situazioni di contrasto, si arriva spesso ad alzare le mani. L’invito – dai ricercatori della Duke University – è quello di ‘fare due passi’, distrarre la mente e allontanarsi dalla situazione che ha creato tensione. L’attività fisica è un ottimo rimedio per liberare il corpo dalla collera. E non solo: se praticata tutti i giorni in piccole dosi, può rivelarsi preventiva.

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4. Guardare la situazione da fuori. Ci si è mai chiesti come reagiremmo se vedessimo noi stessi da fuori mentre facciamo una scenata? Probabilmente diremmo «quella lì sta esagerando» o ci metteremmo a ridere. Per il dottore Dominik Mischkowski non c’è da stupirsi, dal momento che il principale motivo per cui ci arrabbiamo è che prendiamo ogni cosa sul personale. A fomentare la rabbia non sarebbe tanto la situazione di per sé ma la tendenza a concentrarsi sul proprio dolore e a ingrandirlo. «Guardatevi come se foste una mosca sul muro che vi osserva da lontano»: estraniarsi a volte aiuta per capire che si sta esagerando.

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5. Allenare la mano ‘non dominante’. Un team di scienziati della University of New South Wales ha suggerito un esercizio semplice ed efficace per allenare il cervello all’autocontrollo. Stando ai risultati della ricerca basterebbe utilizzare  – due o tre volte al giorno – la mano non dominante (destra per i mancini e sinistra per i destri) per imparare a dominare il proprio lato più istintuale. Lavarsi i denti, usare il mouse, tenere il cellulare con la mano ‘più debole’ aiuterebbe a sedare l’aggressività latente e a gestire meglio la rabbia. Perplessità? Provare per credere.

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Publicato in: Emozioni, Mente&Psico Argomenti: , Data: 22-02-2015 10:00 AM


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