IN FORMA

Chi running, un nuovo stile di corsa

di Francesca D'Elia
Dagli Usa arriva il running che sposa il Tai Chi. Più soft e meno rischioso. Per articolazioni & Co.
Chi running. La corsa classica incontra la filosofia del Thai Chi.

Chi running. La corsa classica incontra la filosofia del Thai Chi.

Con la bella stagione, si apre ufficialmente la stagione della corsa. In molti scelgono questa disciplina semplice, efficace ed economica per rimettersi in forma. Ora arriva un’alternativa al footing che promette di diventare una vera e propria tendenza: si chiama ChiRunning ed è la disciplina che unisce alla corsa l’antica arte del Tai Chi.
CORSA ORIENTALE
Una sorta di corsetta lenta, che però viene effettuata con particolare attenzione alla tecnica. Tutti i movimenti non sono lasciati al caso, ma sono frutto di uno studio particolare: dal cambio di passo al controllo di come si appoggia il piede e alla postura. Tutto al fine di aumentare la resistenza con il respiro e diminuire gli infortuni.
LIBRO CULT NEGLI USA
A rendere famosa questa nuova e curiosa disciplina in America è stato un libro, ChiRunning, scritto dal pluri maratoneta Danny Dreyer che è appena sbarcato in Italia edito da Ultra-edizioni. Tradotto in 14 lingue e con 150mila copie vendute solo negli Usa, il manuale svela i segreti di questa corsa dal sapore orientale che si  ispira ai grandi corridori del Kenya e dell’Africa.
I QUATTRO CHI-SKILLS
L’autore del libro chiama la corsa classica Power Running proprio dal focus di questa disciplina sul potenziamento. Ma che presta meno attenzione alla totalità dell’organismo che, proprio per questo, può incorrere in infortuni. Mentre la corsa che incontra il Thai Chi ha come primo obiettivo la preservazione del corpo secondo quattro Chi-skills consigliati da Dreyer: concentrazione, percezione corporea, respirazione e rilassamento.
DIMINUIRE GLI INFORTUNI
Come spiega lo scrittore di ChiRunning, «l’allineamento della postura e il rilassamento vanno a braccetto. Il controllo del baricentro, l’appoggio sulla zona mediana della pianta del piede combinato con un’inclinazione in avanti del corpo permettono di usare la forza di gravità per spingersi in avanti inducendo una naturale propulsione, diminuendo così la fatica di spingere con le gambe e i contraccolpi alla schiena, alle gambe, al bacino e così via».

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Publicato in: Energia, Fitness outdoor Argomenti: , , , Data: 17-06-2013 10:16 AM


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