DIBATTITO

Chirurgia preventiva, pro e contro

di Francesca Amé
Dopo il caso Jolie, un esperto ci spiega quando può essere la scelta giusta.
Chirurgia preventiva. Dopo il caso Angelina Jolie, la chirurgia preventiva è l'argomento protagonista delle cronache e divide gli esperti.

Dopo il caso Angelina Jolie, la chirurgia preventiva è l’argomento protagonista delle cronache.

La scelta di Angelina Jolie – la duplice mastectomia preventiva e l’annunciata operazione di asportazione dell’ovaio, per prevenire tumori con cui ha forte ereditarietà – ha riportato in primo piano, anche nelle cronache, il dibattito sul corpo delle donne. Letteradonna.it ha incontrato Alfredo Borriello, dirigente dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica dell’ospedale Pellegrini di Napoli e ideatore del primo meeting italo-brasiliano Face & body che, a maggio, ha portato nel capoluogo campano i più grandi chirurghi estetici brasiliani.
PREVENZIONE AL LIMITE
Si è discusso delle ultimissime tendenze nel campo della chirurgia estetica ma, inevitabilmente, anche dell’attualità di questi giorni. «Il mio parere sul caso Angelina Jolie che si è fatta fare una duplice mastectomia preventiva per ridurre il rischio di cancro al seno è molto semplice. Vanno prima valutati con attenzione tutti gli esami preventivi che si possono fare in caso di familiarità tumorale», ci ha spiegato l’esperto.
UNA SCELTA PERSONALE
Favorevole o contrario a una chirurgia che opera persone sane, per prevenire malattie cui si è geneticamente più esposti? «Non sono né completamente a favore né mi sento di condannare chi decide di sottoporsi a questo intervento: è una scelta personale e successiva a esami approfonditi. La valutazione deve essere soggettiva e valutata caso per caso, a seguito di approfonditi esami e controlli personalizzati che diano un quadro completo della situazione». Alfredo Borriello ha già eseguito interventi simili a quelli cui si è sottoposta la star di Hollywood: «Ho eseguito la ricostruzione con l’aiuto di protesi, in seguito a interventi di duplice mastectomia preventiva, con diverse pazienti che ho avuto in cura, circa una trentina negli ultimi cinque anni: la ricostruzione non scongiura del tutto l’insorgenza di un cancro, ma riduce il rischio».
RICOSTRUZIONE PERFETTA
Le problematiche d’intervento? «Sono le medesime che riscontriamo in ogni mastoplastica ricostruttiva: possibile incapsulamento o infezione, nulla di diverso. Paradossalmente, il vantaggio per il chirurgo che affianca l’oncologo nella operazione ricostruttiva è che si ricostruiscono al tempo stesso entrambe le mammelle: considerando che si tratta di organi pari, questa è la premessa per ottenere risultati simmetrici e naturali altrimenti impossibili», commenta il chirurgo.
PONDERARE OGNI ASPETTO
Va, comunque, precisato che la scelta di asportare profilatticamente la  ghiandola spetta alla paziente su consiglio dell’oncologo e del senologo. Non solo, come precisa l’esperto «è assolutamente doveroso un percorso psicologico che affianchi la paziente in questa scelta e nel decorso post operatorio».
CALA LA CHIRURGIA ESTETICA
E mentre infervora il dibattito sulla chirurgia plastica ‘preventiva’, si evidenzia in Italia una contrazione delle richieste del bisturi a fini estetici, in seguito alla crisi economica, ma, di pari passo, anche a una diminuzione dell’età media. L’Italia resta comunque, con i 75 mila interventi di chirurgia estetica all’anno, uno tra i Paesi dove la chirurgia plastica è maggiormente praticata: «Sono in aumento gli studenti, anche adolescenti, anche maschi, che chiedono di correggere gli inestetismi del corpo», commenta il medico.
BISTURI TOP LIST
Nella top list delle richieste: la mastoplastica additiva, per aggiungere una o due taglie a un seno piccolo,  e la liposuzione, che è l’intervento estetico più praticato in Italia, davanti alla blefaroplastica, ovvero il ringiovanimento dello sguardo che in questi ultimi anni sta avendo una crescita di richieste.

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