PASSIONI

Innamorate davanti al guardaroba

di Francesca Amé
Le donne hanno un rapporto multisensoriale con i loro abiti. Lo afferma una ricerca.
recentissima ricerca condotta da Duepuntozero Doxa su un campione di mille donne con un’età compresa tra i 18 e i 54 anni ha indagato sul rapporto delle italiane col proprio guardaroba. (Thinkstock)

Una recentissima ricerca condotta da Duepuntozero Doxa ha indagato sul rapporto delle italiane col proprio guardaroba. (Thinkstock)

Alcune ci pensano prima di andare a dormire, altre decidono all’ultimo minuto dopo la colazione, ma per tutte le donne italiane la scelta di cosa indossare è importante. E spesso porta con sé emozioni positive. Pare infatti che oltre la metà delle donne davanti ai propri abiti appesi nell’armadio prova profondo piacere e benessere.
LA PROVA IN UNA RICERCA
A indagare il rapporto delle italiane con il proprio guardaroba è una recentissima ricerca condotta da Duepuntozero Doxa su un campione di mille donne con un’età compresa tra i 18 e i 54 anni: i risultati dell’indagine di I piaceri nell’armadio. Le italiane e il loro guardaroba (committente P&G per il lancio della nuova linea di ammorbidenti Lenor) ci racconta qualcosa sulle donne che siamo e su come è cambiato il rapporto con gli abiti che si indossano abitualmente.
INSICUREZZA DA GUARDAROBA
Certo, la taglia, la tipologia, la marca sono sempre importanti se è vero che il 43% del campione sostiene di sentirsi insicura o in ansia davanti al proprio guardaroba. L’insicurezza nasce soprattutto dal numero di capi posseduti (e dalla mancanza di un capo che tanto si vorrebbe) anche se – va detto – solo il 5% delle donne italiane indossa tutto ma proprio tutto ciò che ha nell’armadio.
CURA E ATTENZIONE AI CAPI
Ciò che invece provoca maggior piacere (in quasi il 60% del campione) è aprire le ante dell’armadio della camera e trovare il guardaroba in ordine, coordinato, pulito, stirato e profumato. «La ricerca mostra che rispetto al passato la quasi totalità delle donne ha modificato i propri comportamenti nella cura del bucato, prestando più attenzione a non rovinare i vestiti e utilizzando prodotti che permettono di conservarli più a lungo», ha commentato Federico Capeci, amministratore delegato di Duepuntozero Doxa.
INDOSSARE IL PIACERE
Colpa della crisi, che ci rende tutte più parsimoniose? No, è anche il senso del benessere che è mutato. La marca, il taglio, il colore contano sempre, ma non bastano più. Nel delicato rapporto di odi et amo che lega ogni donna ai suoi abiti, sta cambiando quello che gli analisti definiscono «il senso di indossare il piacere».
UN BENESSERE IMMEDIATO
È come se la ‘corazza’ esterna, il modo in cui appare una donna quando indossa i propri abiti abbia ceduto il primato al benessere interiore: oggi le donne italiane chiedono soprattutto un piacere consolatorio ai propri capi. Che devono essere morbidi, accoglienti, delicati. Devono profumare di fresco e di pulito.  Per ottenere il risultato, la maggior parte di noi è disposta a perdere tempo ed energia nella cura del guardaroba (il 50% se ne occupa personalmente, il 27% porta tutto in lavanderia e il 12% chiede soccorso alla mamma).
RAPPORTO MULTISENSORIALE
Come evidenzia l’esperto, «dalla ricerca è emerso un dato che non ci aspettavamo e che è squisitamente femminile: le donne hanno con i propri abiti un rapporto multisensoriale. L’occhio, il tatto e l’olfatto sono equamente importanti, tutti e tre indispensabili nella valutazione e nell’apprezzamento di un capo. Per questo mi sentirei quasi di coniare un neologismo per gli armadi delle italiane: più che guardaroba dovremmo forse parlare di ‘sentiroba’». Perché, in fondo, la passione per il fashion è (anche) puro compiacimento e benessere.

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