RICERCA

La musica classica contro lo stress

di Nadine Solano
Con Mozart, Bach&co si rilassano la mente e il corpo. Lo confermano più di 400 studi.
Ascoltare la musica classica  aiuta a stabilizzare la pressione sanguigna che, com’è noto, nei periodi di stress tende a raggiungere livelli molto alti. La conferma arriva dalla letteratura scientifica.

Ascoltare la musica classica aiuta a stabilizzare la pressione sanguigna che, com’è noto, nei periodi di stress tende a raggiungere livelli molto alti. La conferma arriva dalla letteratura scientifica.

Un Notturno di Chopin, il Clair de lune di Debussy, una Sinfonia di Beethoven, una Sonata di Mozart: la musica classica, si sa, è un piacere per le orecchie e per lo spirito. Ma i suoi effetti vanno ben oltre. Grazie alle linee armoniose e alle perfette combinazioni di note, rilassa e costruisce un solido scudo contro lo stress. Non si tratta di semplici sensazioni, ma di risultati concreti messi nero su bianco dalla letteratura scientifica.
ABBASSA LA PRESSIONE
Una delle ricerche più recenti è apparsa sul British Journal of Health Psychology: la musica classica aiuta a stabilizzare la pressione sanguigna che, com’è noto, nei periodi di stress tende a raggiungere livelli molto alti. Gli studiosi inglesi hanno quindi confermato i risultati di un precedente studio effettuato dall’Università di Firenze tramite 48 persone fra i 45 e i 70 anni, tutte con un problema di ipertensione e divise in due gruppi: il primo ha ascoltato trenta minuti di musica classica per un mese di fila e tutti i giorni, l’altro no. Ebbene, nei componenti nel primo gruppo la pressione è risultata in netto decremento.
PROTEGGE IL CUORE
Non solo pressione alta. Lo stress può provocare anche danni al cuore: in primis quello delle donne che – più degli uomini – risentono delle emozioni negative e dei disagi psicologici. Alla tachicardia si affianca il rischio di malattie cardiovascolari, e anche in questo caso arriva in soccorso la musica classica: i suoi ritmi tranquilli riescono a ridurre anche il battito cardiaco (oltre alla pressione), agevolano il controllo del flusso cardiovascolare e la prevenzione di infarti e ictus.
CONTRO L’ORMONE DELLO STRESS
Il cortisolo è un ormone che in situazioni di stress viene prodotto in eccesso dalle ghiandole surrenali, causando diversi disturbi fra cui stanchezza cronica, colte, gastrite, depressione, apatia, persino calo del desiderio. È stato effettuato un test su circa 20 studenti, come di consueto divisi in due gruppi: in quelli che hanno ascoltato musica classica, per mezz’ora, il livello salivare di cortisolo si è abbassato.
EFFETTI BENEFICI PER CORPO E MENTE
Di recente Daniel J. Levitin, Professore del Dipartimento di Psicologia della McGill University ha reso pubblici i risultati di un revisione condotta insieme al suo staff su ben 400 studi relativi alla neurochimica della musica. Grazie a quest’incredibile mole di lavoro, Levitin ha dimostrato che l’ascolto della musica si traduce in effettivi benefici sia per il corpo che per la mente. I livelli di stress si riducono anche perché aumenta la produzione di ossitocina, l’ormone della felicità.
LA PREVENZIONE È POSSIBILE
Il discorso verte sulla musica generale, ma un passaggio molto interessante riguarda il metodo Bonny dell’Immaginario Guidato e Musica (GIM), una «forma di musicoterapia che combina le tecniche di rilassamento con l’ascolto della musica classica». È stato rilevato che «la Gim può influire sull’asse ipotalamo ipofisi surrene (HPA) riducendone l’attivazione»; in parole più semplici, la musica classica riesce anche a svolgere un’azione preventiva contro lo stress.
ANCHE IL CANE SI RILASSA
Infine, una buona notizia per chi ha un cane: la musica classica fa rilassare anche lui. Sul Journal of Veterinary Behaviour è apparso uno studio effettuato su 117 cani di varie razze, chiusi nei box o nei kennel e dunque piuttosto nervosi. Tutti sono stati esposti all’ascolto di generi musicali diversi, mescolati, per 45 minuti. Con la classica, il loro livello di stress è calato insieme al battito cardiaco; con l’heavy metal, al contrario, il cuore si è messo a battere ancora più forte, andando di pari passo con un evidente stato d’ansia.

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