CARPE DIEM

Pausa pranzo, il benessere è servito

di Nadine Solano
È il momento giusto per rigenerarsi. E dimenticare lo stress. Per un quotidiano appuntamento col relax.
La pausa pranzo può essere una occasione per ritagliarsi un momento di benessere. Anche da condividere coi colleghi.

La pausa pranzo può essere una occasione per ritagliarsi un momento di benessere. Anche da condividere coi colleghi. (Thinkstock)

Viviamo nell’era della velocità, del mordi e fuggi. Della frenesia e dei minuti contati. La ruotine quotidiana, fatta eccezione per pochi fortunati, è uno slalom fra mille impegni: lavoro, famiglia, figli, palestra, scadenze, incombenze, imprevisti. Sembra che non si possa mai staccare la spina. Eppure qualche occasione c’è, anche se spesso viene sottovalutata e non sfruttata a dovere. La pausa pranzo, per esempio. Che di solito dura un’ora e che, se gestita in modo «strategico», può tramutarsi in un giornaliero appuntamento con il benessere.
PRENDERLA ALLA LETTERA
Si comincia riflettendo sulla parola in sé: pausa. Vuol dire fermarsi. Staccare la spina, ricaricare la pila. Invece, per molti, diventa un’ora di lavoro in più: niente di più sbagliato. È scientificamente dimostrato che, se si rinuncia a questa sorta di mini riposo, il rendimento nelle ore successive cala. Usufruendone, sia pur per sessanta minuti, si ha invece la possibilità di rigenerarsi da un punto di vista sia fisico che psicologico e la seconda parte della giornata lavorativa potrà essere fruttuosa come la prima.
CIBI SALUTARI E LEGGERI
È fondamentale scegliere cibi leggeri e salutari e non esagerare con le porzioni. Altrimenti la digestione ne risente e si finisce per sentire sonnolenza o, peggio ancora, fare i conti con bruciori e gonfiori di stomaco. Per fortuna, secondo alcuni studi recenti, è tramontata la tendenza – che stava prendendo pericolosamente piede fino a un paio di anni fa – di mangiare in fretta alla scrivania. I lavoratori italiani vanno al ristorante oppure in pizzeria, nei bar o nella mensa aziendale.
IL RITORNO DELLA SCHISCETTA
E poi si sta facendo largo a grandi passi il ritorno della schiscetta, ovvero «il cestino» portato da casa: è una conseguenza della crisi, addirittura un lato positivo. Sì, perché è un ottimo modo non solo per risparmiare ma anche per scegliere con cura gli alimenti e seguire una dieta varia quanto completa. In tutti i casi, durante la pausa pranzo sarebbe opportuno ignorare focacce e panini super conditi, fritture, piatti troppo elaborati, intingoli di sorta. Qualche dritta? Un panino imbottito con pomodori o verdure grigliate e tacchino (o prosciutto crudo o bresaola), un’insalatona mista, un primo condito con verdure fresche, un’insalata di pollo.
ALLONTANARSI DAL PC
Vietato, allora, «approfittare» della pausa pranzo per mettersi al passo con la scaletta delle cose da fare: la tensione aumenterà e basta. Vietato anche restare davanti al pc, per lavorare o – peggio ancora – per entrare nei social network. Trascorrere la pausa pranzo su Facebook o Twitter non è una buona idea, perché sia gli occhi che la mente hanno bisogno di riposarsi. Mille volte meglio scambiare quattro chiacchiere – dal vivo – con i colleghi, fare due passi per prendere il caffè al bar dell’angolo, curiosare fra i negozi nei dintorni, concedersi qualche telefonata.
PALESTRA SÌ, PALESTRA NO?
C’è chi, durante la pausa pranzo, va in palestra o in piscina. Il fitness è sacrosanto, per carità. Ma occorre fare le giuste valutazioni. Se si ha soltanto un’ora a disposizione, a conti fatti il benessere che se ne ricava è relativo perché rischia di diventare un motivo di stress in più. Una corsa in più. Per forza di cose, inoltre, si tende a saltare il pasto o consumarlo in fretta e furia: vale la pena?
FITNESS IN UFFICIO
Anche in ufficio è possibile fare un po’ di fitness, bastano quindici minuti. Si comincia da seduti, facendo semplici esercizi di stretching per il collo: su è giù, a destra e a sinistra per dieci volte. Poi si distendono le braccia verso l’alto, allungando prima l’una e poi l’altra come se si dovesse prendere una corda appesa al soffitto. La schiena è sempre dritta. Si prosegue mettendosi in piedi e facendo ruotare le spalle in avanti e indietro. Con due bottigliette di acqua da mezzo litro si fanno lavorare un po’ i bicipiti: braccia distese lungo i fianchi, si sollevano tenendo il gomito piegato. E le gambe? Qualche apertura laterale è sufficiente, per poi concludere portando le ginocchia al petto, prima una e poi l’altra, e facendo una leggera pressione.

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Publicato in: Energia, Mente&Psico Argomenti: , , Data: 25-01-2013 01:00 PM


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