BODY&MIND

Allena la mente con l’attività fisica

di Mario Catania
Lo sport fa bene al corpo. E al cervello. Perché stimola le capacità cognitive. A dirlo due studi.

L'attività fisica fa bene al corpo e alla mente. (Thinkstock)

Corpo e mente sono due realtà profondamente legate. Allenare il proprio fisico, infatti, aiuta a mantenere in forma anche il proprio cervello. La prova? L’attività sportiva, oltre a ridurre i rischi cardiovascolari come ipertensione, ictus e diabete, ha effetti positivi nel combattere il declino cognitivo perché stimola le capacità mentali aiutandoci a ricordare e a prendere più velocemente le decisioni.
CERVELLI PIÙ IN FORMA
Le conferme arrivano da due recenti studi, il primo pubblicato su Neurology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo e il secondo presentato al Canadian Cardiovascular Congress di Toronto da Martin Juneau del Montreal Heart Institute. Gli studiosi scozzesi hanno analizzato 638 pazienti dell’età di 73 anni spiegando che chi tra loro faceva più attività fisica, almeno tre volte la settimana, mostrava una minore riduzione della massa cerebrale dovuta all’invecchiamento. La ricerca di Juneau e colleghi ha coinvolto, invece, individui di 49 anni di età media, sovrappeso e sedentari.
CAPACITÀ COGNITIVE E PERSPICACIA
Dopo quattro mesi di allenamenti per due volte la settimana, oltre alla riduzione di peso e massa corporea, i ricercatori hanno riscontrato tramite test neuropsicologici un aumento del 15% delle capacità cognitive, mentre gli stessi pazienti dichiaravano di sentirsi più perspicaci.
MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA VITA
Ma questo non sarebbe l’unico vantaggio verificato: l’attività fisica ha anche il merito di migliorare la nostra qualità della vità. «Tutti noi, ma in particolare le persone adulte e adulto-anziane, possiamo trarre grandi benefici nello svolgere con costanza attività motoria. Oltre a migliorare le performances motorie, consente, soprattutto alle donne, di uscire dall’isolamento sociale frequentemente legato a condizioni socio-culturali che limitano in definitiva la qualità della vita», spiega Enrico Granieri, professore di Neurologia e direttore della Clinica neurologica presso l’Università di Ferrara.
SPORT, SINAPSI E NEUROPROTEZIONE
E tutto ciò è scientificamente garantito dalla capacità del nostro sistema nervoso centrale di creare costantemente meccanismi di compenso alla graduale perdita neuronale nell’invecchiamento attraverso l’attivazione di nuove sinapsi tra neuroni, attività che viene favorita anche dall’allenamento. «Questi processi di compenso – vera e propria neuroprotezione non farmacologica del nostro cervello – si attivano allorquando il cervello stesso riceve stimoli dall’esterno, stimoli sensoriali, motori, intellettivi e emotivo-affettivi. Tra questi l’attività fisica è certamente un notevole supporto per garantire il mantenimento al meglio delle abilità cerebrali», chiarisce ancora l’esperto. La novità di questo studio, dunque, è aver dimostrato per la prima volta che l’attività motoria svolge un ruolo neuroprotettivo che fino a oggi si pensava fosse esclusiva solo dell’attività intellettiva.

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Publicato in: Corpo, Mente&Psico Argomenti: , , Data: 07-03-2013 12:18 PM


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