DISTURBI

Bruxismo, digrignare è involontario

di Giulia Cimpanelli
Stress e ansia sono le principali cause. Si combatte con un paradenti. Per la notte e per il giorno.
Con il bruxismo i denti vanno incontro a un veloce consumo. Per questo di notte e di giorno si deve utilizzare un paradenti, detto "bite". (Getty)

Con il bruxismo i denti vanno incontro a un veloce consumo. Per questo di notte e di giorno si deve utilizzare un paradenti, detto "bite". (Getty)

Riguarda circa il 10% della popolazione italiana, è fastidioso e può condurre a un rapido consumo dei denti. Il bruxismo è l’atto involontario di digrignare durante il sonno o di serrare la bocca, senza accorgersene, durante il giorno.
Chi ne soffre, in genere, ne è inconsapevole, oppure sottovaluta il problema. E, anche se lo scorso giugno uno studio dell’Universidad del Pais Vasco ha dimostrato che  masticare chewingum, rosicchiare le unghie e, addirittura, digrignare i denti durante la notte sono movimenti del cavo orale ripetitivi e automatici che aiutano il cervello ad allontanare lo stress, il bruxismo resta un disturbo che non fa certo bene alla salute.
LE DUE TIPOLOGIE
Esistono due tipi di bruxismo: quello primitivo, che non mostra legami con situazioni patologiche, e quello secondario, conseguente ad alterazioni del sonno, all’assunzione di farmaci e antidepressivi, psicostimolanti, cocaina ed ecstasi, a disturbi psichiatrici come depressione e sindromi ansiose: «Il fenomeno, a torto ritenuto prevalentemente notturno, è in realtà molto frequente anche durante il giorno», spiega il dentista e segretario nazionale dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) Nicola Esposito, «strettamente correlato allo stile di vita: in sostanza più si è stressati, più si è a rischio bruxismo». La fascia d’età più colpita è quella che coincide con il massimo impegno lavorativo, tra i 25 e 45 anni. Il bruxismo diurno, oltre a usurare i denti e a provocare i dolori muscolari tipici del bruxismo in generale, pregiudica il livello di attenzione e causa stanchezza precoce nelle attività ad alta concentrazione.
SINTOMI E CONSEGUENZE
Le conseguenze non sono da sottovalutare: usura dei denti, microfratture dello smalto, aumento della sensibilità dentale, sovraccarico delle protesi, dolore ai muscoli masticatori, disordini del giunto temporomaldibolare (TMJD), mentre a livello generale si avvertono stanchezza, scarsa concentrazione, dolori cervicali, importanti scompensi posturali: «Chi soffre di bruxismo ne è spesso inconsapevole», prosegue Esposito, «ma presenta segnali precisi, che un esperto è in grado di valutare: ecco perché è importante sottoporsi a una visita dentistica mirata». I segnali sono normalmente l’affaticamento muscolare al mattino (per i bruxatori notturni) o continuato (per i bruxatori notturni e diurni).
COSA FARE PER RISOLVERE IL PROBLEMA
In assenza di una causa ben identificata, è impossibile trovare una vera e propria cura per il bruxismo: «Innanzitutto bisogna lavorare sulle cause del problema, soprattutto se di natura emotiva o psicologica come stress o ansia. La terapia psicologica può essere un valido supporto, soprattutto il modello  comportamentale basato su tecniche di autocontrollo per condizionamento». Varie tecniche di rilassamento, dal biofeedback al training autogeno allo yoga, possono aiutare a contrastare le emozioni negative e prevenire l’insorgere di stati che possono portare ansia. Sono poi necessarie alcune modifiche dello stile di vita: all’insegna della salute e contrarie a incrementare lo stato di ansia. Un valido aiuto potrebbe arrivare, in questo senso, dall’aumento dell’attività fisica, dal controllo delle abitudini dietetiche e dall’evitare l’abuso di eccitanti come alcol, tabacco e caffè.
SOLUZIONI ATTIVE E PASSIVE
È fondamentale cercare di ridurre coscientemente il bruxismo da svegli, evitando di stringere, serrare o digrignare i denti e mantenendo una posizione di riposo: labbra chiuse e denti separati. Tutte queste sono le procedure attive, che ogni persona può mettere in pratica per attenuare il problema: «Ci sono poi soluzioni di tipo passivo, che cioè non curano il disturbo, ma aiutano a non peggiorare la situazione e a evitare i danni alla salute generale e a quella dei denti in particolare», prosegue il dentista.
TUTORI PARADENTI
Una delle più diffuse è ricorrere a paradenti o tutori, detti “bite”, a forma di morso, da indossare di notte e, se necessario, anche di giorno: impediscono il contatto, adattandosi tra i denti e prevengono i danni all’apparato dentale e quello muscolo-scheletrico. Queste protezioni, con un costo da 400 a 800 euro vanno fatte fare su misura dal proprio dentista. Per dare sollievo al dolore e ai muscoli indolenziti, si può applicare uno strofinaccio bagnato caldo o tiepido ai lati del viso.

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Publicato in: Mente&Psico, SOS ansia Argomenti: , , , , Data: 21-12-2012 01:29 PM


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