SALUTE OK

Cambia aria, anche in inverno

di Nadine Solano
Con filtro o ionizzatore, i purificatori aiutano a migliorare l'ambiente domestico. Ma sono così utili?
I purificatori d'aria più sofisticati emanano profumi e sono anche deumidificatori. (Getty)

I purificatori d'aria più sofisticati emanano profumi e sono anche deumidificatori. (Getty)

In casa, in ufficio, ovunque si trovino quattro pareti: cambiare l’aria è fondamentale per la salute, si sa. Perché quando l’aria è viziata, non soltanto si avverte un certo disagio, ma possono anche sopraggiungere problemi di vario tipo, fra cui mal di testa, bruciore agli occhi, stanchezza improvvisa, calo di concentrazione, in certi casi persino vertigini. Per chi soffre di disturbi come l’asma e la rinite allergica, inoltre, la situazione rischia di farsi ben più grave. Aprire spesso le finestre è dunque doveroso. Ma diventa complicato in inverno, quando le temperature calano a picco, si accendono i riscaldamenti e l’organismo richiede calore.
ELIMINARE FUMO, BATTERI E ODORI PESANTI
È qui che entrano in ballo i cosiddetti “purificatori d’aria”, apparecchi che aiutano a rendere salubri gli ambienti chiusi eliminando gli odori pesanti (in primis quelli di cucina), il fumo, la polvere, i pollini e la fuliggine. E fanno fuori anche germi e batteri. Sono in commercio da diversi anni, ma è negli ultimi tempi che stanno conoscendo una maggiore diffusione. I purificatori d’aria sono di varie forme e dimensioni: da tavolo o da parete, adatti soprattutto per abitazioni private e uffici; a pavimento o a incasso nel soffitto per luoghi pubblici come ristoranti, bar, hotel. Ci sono anche i modelli con lampade germicide uv, adatti soprattutto a cliniche e ospedali. Il costo parte da circa 70 euro per i più piccoli. Quelli domestici, comunque, difficilmente superano i 300 euro.
DAL FILTRO ALL’OZONO
Per quanto riguarda la struttura interna, sono quattro le tipologie più diffuse: quelli con il filtro, quelli con generatore di ozono, quelli elettrostatici e quelli dotati di ionizzatore. I primi sono i più semplici: catturano l’aria, la puliscono (tramite il filtro, appunto) e la rilasciano. I secondi non hanno un grandissimo successo, perché l’ozono raggiunge facilmente concentrazioni elevate e quindi può essere nocivo. I purificatori d’aria elettrostatici assorbono tutte le impurità contenute nell’aria, ma a volte risultano troppo rumorosi. Gli ultimi, più degli altri, eliminano un’alta percentuale di batteri. In tutti i casi, i modelli più sofisticati emettono profumi ed esercitano anche la funzione di deumidificatori.
UTILI SÌ, MA NON PER TUTTI
Fin qui sembra tutto perfetto. Ma, come in tutte le cose, non mancano i lati negativi. Innanzi tutto è necessaria una manutenzione costante, soprattutto per quelli con il filtro: se è sporco, infatti, si ottengono gli effetti opposti a quelli desiderati. Fare da sé non è impossibile, ma ci vuole una certa abilità unita a calma e pazienza: è preferibile affidarsi a uno specialista, quindi bisogna mettere in conto una spesa in più. E a proposito di spesa, si tenga presente che i purificatori d’aria necessitano di energia. Non tantissima, intendiamoci. Però, ecco, incidono sulla bolletta della luce: constatazione ovvia, ma spesso trascurata. Per quanto riguarda i pareri di chi ha comprato e utilizza questi apparecchi, bisogna dire che la percentuale di soddisfazione è abbastanza alta, ma c’è anche chi, a conti fatti, li ritiene non troppo utili. Diciamo che risultano davvero preziosi nei locali in cui l’aria viziata è “un’ospite” fisso, per chi soffre di allergie, per chi si trova in zone con un alto tasso di inquinamento oppure in stanze molto affollate e/o con tanti computer, fotocopiatrici e altri strumenti per lavorare. Altrimenti rappresentano senz’altro un valore aggiunto, ma non una necessità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Corpo Argomenti: , Data: 13-12-2012 05:04 PM


Lascia un Commento

*