AMICO INVISIBILE

L'angelo si trova dentro di te

di Mario Catania
Una ricerca difficile, che parte dalla consapevolezza di noi stessi. A cominciare dalla disobbedienza.
Alucce e capelli ricci. Nelle religioni del Libro l'angelo è considerato un intermediario tra l'uomo e la divinità.

Alucce e capelli ricci. Nelle religioni del Libro l'angelo è considerato un intermediario tra l'uomo e la divinità.

L’angelo è una figura che, nella sua specificità e nella sua interezza, è presente soltanto nelle cosiddette “religioni del Libro”, ossia in quelle religioni basate su di un testo sacro che i fedeli ritengono rivelato. Questo perché, essendo religioni rigorosamente monoteiste, con un unico Dio, distante nella sua assolutezza e sacralità, necessitano di esseri intermedi fra il trascendente e l’umanità. L’identificazione che ognuno di noi fa è quella del classico angioletto con le ali, i ricci biondi e l’aureola, impegnato a proteggerci dalle insidie e a darci buoni consigli. Un misto tra guida spirituale e coscienza interiore.
UNA DIFFICILE RICERCA
Ma ci sono vari esempi con i quali i libri, ma soprattutto i film, alimentano l’immagine e l’idea di un angelo custode invisibile inviato sulla terra: da La vita è meravigliosa, diretto nel 1946 da Frank Capra alla serie tivù Angels in America prodotta dalla HBO nel 2003, passando per Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders del 1987, sono molti gli autori che traferiscono sullo schermo la propria idea di un aiuto ultraterreno.
Ma la ricerca del proprio angelo non è cosa semplice: Igor Sibaldi, studioso di teologia e storia delle religioni e traduttore di testi sacri, ha scritto un libro dal titolo Agenda degli Angeli. Che parte da una premessa: per trovare il proprio angelo, e capire quale presenza angelica ci corrisponda, il primo passo è ritrovare se stessi. Niente incontri ravvicinati del terzo tipo, ma personalità angeliche studiate in passato, che secondo l’autore sono la chiave per riprendere le redini della propria vita.
DOMANDA. Cosa significa trovare il proprio angelo?
RISPOSTA. Ad ognuno di noi corrisponde una tipologia di angelo che può aiutarti a capire chi sei veramente. Sono partito dall’idea che avevano gli antichi dell’entità angelica, per indicare al lettore una strada da percorrere, per questo ho scritto l’Agenda degli Angeli cercando di mantenere un linguaggio semplice che fosse adatto a tutti.
D. In che cosa consiste il libro?
R. L’agenda è un vero e proprio corso della durata di un anno, diviso in varie sezioni, con suggerimenti e spunti. Il punto di partenza è smettere di farsi vincolare dall’assuefazione e dall’adattamento che incastrano l’individuo, per riappropriarsi della propria vita.
D. In che modo?
R. Bisogna disobbedire alle premesse fondamentali, che guidano le nostre scelte senza che noi ce ne accorgiamo e imparare a pensare in grande.
D. E come mai il punto di partenza è la disobbedienza?
R. Perché se un individuo impara a seguire se stesso e la propria energia, ragionando su cosa vuole davvero, e non su cosa crede di volere, diventa un problema: entra, per forza di cose, in contrasto con le regole e le convenienze occidentali, nelle piccole e nelle grandi cose.
D. Ad esempio?
R. Non è vero il pensiero generale che ciascuno non può diventare quello che vuole. Il “tu non puoi” va cancellato. Tutti noi siamo cresciuti addestrati al verbo dovere. Le nostre vite sono guidate dal dover fare invece che dall’essere e dall’accorgersi di quello che ci circonda: disobbedire significa riappropriarsi di questo semplice meccanismo. Un altro grande dogma della società occidentale è che si può ragionare solo per concatenazioni causa – effetto. Nel libro spiego come possiamo imparare a ragionare partendo dallo scopo e non dalla causa. E poi dobbiamo ricominciare a credere nel potere dei sogni.
D. Intende in senso metaforico?
R. No. I sogni si possono usare. Per questo nel libro lascio una pagina ogni settimana per scrivere i propri sogni. Ci sono molti accademici che spiegano come i sogni possano essere usati a proprio vantaggio, nel libro do qualche consiglio a riguardo.
D. Ma cosa a che fare tutto ciò con gli angeli?
R. L’angelo non va inteso come entità, come vorrebbero le moderne teorie spiritualiste, ma come un processo, nel quale, se tutto funziona, la vita si accende. Come fosse una lampadina: l’angelo è la resistenza, mentre le ali sono i fili di ingresso e di uscita dell’energia. La resistenza fa il suo lavoro, ma se i collegamenti funzionano, la lampadina si accende.
D. E dove nasce questa idea?
R. Una disciplina chiamata Angelologia ha caratterizzato nei secoli le varie tipologie di presenze angeliche. Gli ebrei intorno al 1300 cominciarono a rielaborare le teorie egiziane sulle energie cosmiche e aggiungendo elementi statistici crearono delle classificazioni, simili a quelle astrologiche, che vedono 71 diversi tipi angelici corrispondere ai 365 giorni dell’anno. Ad esempio i nati nel periodo che va dal 28 novembre al 2 dicembre sono protetti da Daniy’el, l’angelo della giustizia
D. Quindi ad ognuno il suo angelo?
R. Ognuno è legato a un proprio angelo dal giorno della nascita. E in passato l’Angelologia era molto più in voga rispetto a oggi. Fino agli inizi del secolo scorso era una disciplina studiata e rinomata. Io ritengo che la scelta del 4 luglio per la festa d’Indipendenza americana non sia stata fatta a caso, il 4 luglio è a metà tra il 2 e il 6 luglio, il periodo dell’angelo dell’Indipendenza o della Liberazione, da ben prima del 1776.
D. Cosa possono trovare le donne di diverso rispetto agli uomini nella scoperta dell’angelo di riferimento?
R. Tutto. Oggi in Italia le donne possono di più degli uomini, che vivono peggio la loro quotidianità, e sono più legate alla realtà. Le donne italiane di oggi elevano l’uomo come Beatrice fece con Dante.

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Publicato in: Emozioni, Energia, Meditazione, Mente&Psico Argomenti: , Data: 04-12-2012 05:59 PM


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