ALTERNATIVE

Shopping tour, il weekend si passa all'outlet

di Nadine Solano
Non solo enogastronomia, l'Italia diventa sempre di più meta per gli acquisti. Per stranieri e non.
Una passeggiata nel centro di una città ancora sconosciuta e un giro per vetrine. Questo è lo shopping tour.

Una passeggiata nel centro di una città ancora sconosciuta e un giro per vetrine. Questo è lo shopping tour.

L’Italia è il Bel Paese, si sa. Bello per mille motivi, a cominciare da quel profumo di storia che aleggia ovunque e prende forma attraverso monumenti, strade, quadri, palazzi, intere città. Grazie a questo patrimonio, al fascino innato e alla varietà di paesaggi, L’Italia è una fra le mete turistiche più ambite per persone provenienti da ogni dove e per gli stessi italiani. Se da una parte, a causa della crisi economica, diminuiscono le possibilità di varcare i confini nazionali e fare grandi viaggi, per fortuna dall’altra si può assaporare il gusto della scoperta, anche spostandosi di pochi chilometri. Non solo. Lungo tutto lo Stivale, da qualche tempo, sta prendendo piede una nuova forma di turismo che arriva dagli Stati Uniti: gli shopping tours.
SHOPPING E SCOPERTA DEL TERRITORIO
Il principio da cui sono nati gli shopping tours è semplice quanto pratico. È una sorta di domanda implicita: perché non “sfruttare” l’occasione di un viaggio anche per acquistare oggetti che in qualche modo simboleggiano il luogo di destinazione e le sue peculiarità oppure sono là reperibili a prezzi più convenienti? È un trend positivo non solo per i turisti ma anche per chi vive in loco, un’ottima occasione per valorizzare e promuovere le economie locali. Ecco perché scendono in campo le agenzie di viaggi e soprattutto i tour operator, proponendo pacchetti completi per tutti i gusti: “Gli shopping tours», dice Nardo Filippetti, presidente di Astoi Confindustria Viaggi, «sono un fenomeno sempre più diffuso. Sia i turisti stranieri che quelli italiani hanno la possibilità di scoprire un territorio unendovi lo shopping, nel caso in cui siano first visitor, o di rivalutarlo sotto un’altra luce, per i repeater: questo è un elemento di indubbio richiamo».
DALL’ENOGASTRONOMIA AGLI OUTLET
«I flussi esteri», continua Filippetti, «sono invogliati agli acquisti dall’intramontabile fascino del made in Italy che porta i turisti, soprattutto della cosiddetta ‘area Bric’, a voler tornare con un ricordo ‘indossabile’ del Belpaese». In altre parole, se all’inizio gli shopping tour si basavano principalmente sui percorsi enogastronomici e sulla visita delle botteghe tradizionali, adesso – per la gioia soprattutto delle donne – hanno ampliato il raggio d’azione: «I tour operator incoming approntano dei pacchetti con escursioni che fanno tappa anche presso i centri commerciali. Emblematico è il caso degli outlet della Fashion District, che conta tre unità rispettivamente a Valmontone, Mantova e Molfetta-Bari, dove lo scorso anno sono transitati oltre 11,3 milioni di visitatori, di cui una buona percentuale straniera». Un altro esempio è lo shopping tour che parte da Milano per raggiungere il Serravalle Designer Outlet di McArthur Glen, ovvero il centro commerciale più grande d’Europa: in genere si parte la mattina e si rientra nel tardo pomeriggio. Meta gettonata è anche il Barberino Outlet nei pressi di Firenze, una sorta di villaggio pedonale che conta oltre cento negozi.
E PER FINIRE, PIATTI TIPICI IN AGRITURISMO
Oltre ai tour operator, organizzano shopping tour anche alcune associazioni che hanno come obiettivo principale la promozione di una singola regione: Marche di gusto, per esempio, propone escursioni nel distretto industriale calzaturiero del fermano–maceratese: una giornata che inizia dallo spaccio aziendale di Cesare Paciotti per poi continuare fra outlet e noti calzaturifici, senza dimenticare una rigenerante pausa in trattoria. E poi c’è chi è fedelissimo al motto “chi fa da sé, fa per tre”: lo Stock Family, uno dei primi outlet della Sicilia, propone «tour individuali», si legge sul sito, «per piccoli e grandi gruppi o per singole famiglie». Il giro dei negozi è affiancato da un percorso in mezzo alla natura con «soste di natura e piacere alla scoperta di un allevamento di bufale e degustazione dei prodotti appena realizzati sotto gli occhi dei partecipanti». E il pranzo? In un agriturismo, ovviamente. Per rendere giustizia al palato con antiche ricette e intanto pensare agli acquisti appena fatti.

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Publicato in: Energia, Viaggi al femminile Argomenti: , Data: 22-11-2012 05:47 PM


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