PARITÀ MANCATA

Femidom. Chi l'ha visto?

di Sabina Cuccaro
Dopo 20 anni, il preservativo per lei è un flop. Alle italiane non piace: troppo scomodo e troppo caro.
Il femidom, il preservativo femminile.

Il femidom, il preservativo femminile.

Doveva essere una conquista femminile. E la rottura di un tabù. A distanza di 20 anni, invece, il preservativo femminile si è rivelato un flop. Troppo scomodo da mettere, una scarsa comunicazione e zero marketing sociale: ad oggi, 7 donne su 10 non sanno della sua esistenza.
APPROVATO 20 ANNI FA
Il Femidom (femal condom) è stato approvato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1992 come strumento indispensabile per prevenire l’HIV e tutte le malattie sessualmente trasmissibili. È molto simile al profilattico maschile. Costituito da due anelli e una guaina trasparente di nitrile sintetico (FC2), si inserisce nella vagina prima di un rapporto sessuale. In teoria rappresenta l’emancipazione femminile: la donna può gestire in prima persona la propria sessualità, decidere in piena autonomia di essere protetta, senza dipendere dall’uomo.
MA LE DONNE ITALIANE SONO POCO DISINIBITE
In pratica, non viene usato proprio perché, a dispetto di quello che si pensa, la donna italiana non è così disinibita. Fare uso del preservativo equivale a dire: «Faccio sesso occasionale», frase considerata ancora tabù. «In Italia è stato un flop principalmente per ragioni culturali », ha spiegato Rossella Nappi, professoressa di ginecologia ostetricia all’Università di Pavia. Che ha precisato: «La donna che non prende la pillola delega al partner la soluzione del problema».

Il preservativo maschile costa molto meno di quello femminile: un euro, contro due e mezzo.

Il preservativo maschile costa molto meno di quello femminile: un euro, contro due e mezzo.

NON CONOSCERE LE PROPRIE DIMENSIONI
Mentre negli Anni ’70 tutte le italiane venivano educate a utilizzare i contraccettivi femminili (in particolare il diaframma), oggi il 47% delle donne non conosce le dimensioni della propria vagina. Percepisce, quindi, il preservativo come scomodo ed invasivo ed è insicura su come inserirlo correttamente.
C’è poi la questione della scarsa campagna informativa: «Si ha ancora difficoltà a parlare della vagina», ha aggiunto la professoressa Nappi, «mentre è molto più facile parlare di prostata o di condom».
È SCOMODO DA METTERE E NON SI TROVA FACILMENTE
Al di là dell’aspetto culturale, va detto però che le donne trovano il femidom particolarmente scomodo e anche un po’ ridicolo: crea un fastidioso rumore di plastica e si sposta continuamente. Prima di usarlo durante il rapporto sessuale, poi, sono consigliate due o tre prove per imparare a inserirlo correttamente. Non da ultimo: se lo chiedi in farmacia, superato lo sguardo allibito del farmacista, devi aspettare qualche giorno prima che arrivi. Il costo? Due euro e mezzo, contro l’uno del preservativo maschile. E la chiamano parità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Relazioni Argomenti: , , , Data: 07-10-2012 05:53 PM


Lascia un Commento

*