WEB DETOX

Se non spegni ti ammali

di Fabio Dalmasso
La dipendenza dalla rete è una vera e propria malattia. Come riconoscerla, come curarla.

Chi soffre di dipendenza da internet può soffrire di ansia e aggressività.

Alzi il mouse chi potrebbe vivere senza connessione, per leggere la posta, salutare gli amici su Facebook, fare shopping online, chattare, giocare, studiare, ascoltare musica. Il problema è un altro e lo sta diventando ogni settimama sempre di più: l’utilizzo della rete può degenerare in una vera e propria dipendenza psicologica. Nel 1995 lo psichiatria Ivan Goldberg battezzò questo disturbo con il nome di Internet addiction disorder (IAD). Chi soffre di questa dipendenza vive in totale simbiosi con la Rete, isolandosi dal mondo reale e trovandosi a suo agio solo in quello virtuale.
I SINTOMI DEL DISTURBO: ANSIA E AGGRESIVITÀ
«Tre tipi di sintomi segnalano una possibile dipendenza da Internet: quelli di ordine psicologico, quelli relazionali e quelli più strettamente medici», spiega la psicologa Francesca Saccà. Per quanto riguarda i sintomi psicologici il “net dipendente” mostra un aumento dell’ansia se non può collegarsi alla Rete che spesso trasforma in rabbia e aggressività. La sua totale dedizione a internet lo porta inevitabilmente a modificare la routine quotidiana, alterando, ad esempio, gli orari dedicati al sonno e all’alimentazione.
I RAPPORTI SOCIALI VANO IN CRISI
Un’alterazione che coinvolge anche i rapporti sociali, a partire da quelli famigliari: la dipendenza da internet, infatti, porta una chiusura totale verso il mondo esterno e spinge chi ne soffre ad isolarsi dai famigliari e dagli amici, riconoscendo come valido solo ed unicamente il rapporto con il computer. «Dal punto di vista medico si possono riscontrare problemi di postura, dovuti alle lunghe sessioni di fronte al monitor, o dolori al braccio e alla mano, legati al prolungato uso del mouse», aggiunge la dottoressa Saccà. Come tutte le dipendenze conosciute, anche quella da internet comporta delle vere e proprie crisi d’astinenza con una crescita dell’ansia e dell’aggressività associati a possibili fenomeni di tachicardia e sudorazione accentuata.
UN DISTURBO CHE RIGUARDA DA VICINO LE DONNE
Tutti questi elementi hanno spinto molti professionisti a chiedere che l’Internet addiction disorder venga inserito tra i disturbi conosciuti nel prossimo Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali  (l’uscita è prevista a maggio 2013). Al momento non esistono statistiche scientifiche affidabili su quanti italiani soffrano di net addiction, ma il fenomeno è piuttosto diffuso, sia tra gli uomini che tra le donne. Queste ultime, infatti, rappresentano, secondo i dati Audiweb, il 45% degli utenti e hanno fatto registrare nell’ultimo anno un incremento del 10,6%.
LA CURA GIUSTA È UNA PSICOTERAPIA GRADUALE
La cura della dipendenza da Internet non è affatto facile, soprattutto perché il soggetto coinvolto non si rende conto del problema: «La persona è in completa sintonia con il computer», spiega la dottoressa Saccà, «sta quindi alle persone attorno ad essa attivarsi e riconoscere il problema». Un primo passo che può portare alla successiva terapia psicologica basata sull’approccio cognitivo-comportamentale, un metodo che lavora sui pensieri disfunzionali del soggetto, ma che mira anche modificare il comportamento della persona indagando sulle ragioni che hanno creato la dipendenza. La terapia è un processo complesso che spesso coinvolge altri disturbi, ma che, gradualmente, riesce a disintossicare il soggetto e fargli recuperare una vita sociale normale. Negli ultimi anni, inoltre, sono stati attivati, al Policlinico Gemelli di Roma e all’Ospedale Molinette di Torino, dei gruppi di aiuto per soggetti affetti da net addiction.
UTILE “DISINTOSSICARSI” IN VACANZA
Molto di moda è poi il digital detox, il fenomeno delle vacanze “sconnessi dal mondo”: tutti i “ninnoli” elettronici vengono abbandonati all’arrivo e ci si tuffa in un relax fatto di passeggiate, meditazione e spa: «Se una persona sa come gestire il suo rapporto con Internet e si vuole rilassare per una settimana, il digital detox può essere utile», commenta la dottoressa Saccà, «la cosa importante è saper utilizzare la Rete, senza demonizzarla, ma raggiungendo un giusto e sano equilibrio. In futuro noi psicologi dovremo lavorare maggiormente in Rete dando informazioni direttamente agli utenti che possono soffrire di tale disturbo».

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Publicato in: Mente&Psico Argomenti: , , , Data: 04-09-2012 11:27 AM


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