SPORT PER L'ANIMA

Il Duende è meglio dell'analista

di Giuliana Grimaldi
Corsi di salsa addio. Fate largo a nuovi ritmi. Ritroverete il vostro io (e forse) il divino.

Dimenticatevi il tango, il flamenco e le danze caraibiche di gruppo. Il prossimo inverno sarà scandito da ritornelli bretoni e ritmi tzigani.

Con il Duende balli, ti diverti e persino mediti.

L’obiettivo? Liberare il proprio io attraverso un movimento autentico e sonorità antiche.
Giri dervisci, oriental oppure gypsy dance sono i nuovi balli che nascono dalla fusione di culture e musicalità diverse sotto un comune denominatore: il metodo Duende. Creato dalla danzatrice portoghese di origini ungheresi Myriam Szabo, questa tecnica di allenamento prova a unire le danze femminili orientali e zingare con la meditazione tibetana.
INCONTRARE IL DIVINO
«Il Duende non è definibile, non dipende dalla tecnica né dalla destrezza degli artisti», spiega l’insegnante e ballerina Alessandra Centonze. «È un allenamento applicabile a linguaggi corporei diversi che ci permette di aprire la nostra coscienza allo spazio, qui e ora, abbandonando le nostre percezioni quotidiane. Ispirandoci agli artisti zingari che ballano come se ci fosse solo il presente». Una resa del corpo e della mente insomma, che nei giri dervisci trova la sua forma più pura e definitiva: roteare su sé stessi con un moto incessante, volteggiando veloci fino a entrare in contatto con il divino.
DANZA PER L’ANIMA
Donne in carriera sull’orlo perenne di una crisi di nervi, mamme acrobate, mogli tuttofare: i balli ispirati al Duende sono per voi. Dopo poche lezioni infatti la sincronia e l’equilibrio aumentano in modo evidente, e la mente mette al bando ansie e frenesie. Al centro milanese Metiss’Art, il costo per un corso si aggira intorno ai 40 euro mensili con diverse possibilità di abbonamento e prove gratuite del metodo Duende.
SULLE TRACCE DEI FOLLETTI
Le danze celtiche invece, non sono una filosofia di vita nè una tecnica di meditazione; piuttosto un omaggio alla storia e a un paese, l’irlanda, dal fascino irresistibile. Balli individuali e di gruppo i cui gesti si ispirano ai momenti di vita contadina e arcaica: la raccolta del grano, l’assedio di una cittadella, il corteggiamento, le liti in famiglia, la costruzione di un nuovo ponte sul fiume. Le musiche, dedotte dalla tradizione oppure composte da autori contemporanei, sono sempre ritmate e gioiose.
GAMBE E GLUTEI RINGRAZIANO
Tutti i balli irlandesi puntano sul movimento delle gambe. Skip, jump, double click, side: i passi principali fanno lavorare senza sosta polpacci e glutei. Investendo circa 40 euro al mese per un corso, cellulite e muscoli flaccidi saranno un ricordo lontano. Nella versione individuale detta solo dance possono essere usate scarpe leggere oppure pesanti con la punta in fibra di vetro e il tacco vuoto che permettono di scandire il ritmo e coinvolgere il pubblico. Come spiega Umberto Crespi, presidente della scuola Gens d’Ys con sedi a Milano, Roma e in altre 7 città «la danza irlandese piace a tutti, dai bambini di quattro anni agli adulti perché non è folcloristica; è uno stile in continua evoluzione che può essere applicato anche alle musiche degli U2».
ALLEGRIA CONTAGIOSA
«L’obiettivo dei balli ceili non è trovare l’anima gemella come avviene per le danze latinoamericane, ma gioire, condivire un momento di pura allegria», spiega l’insegnante Biagio Mineo della Tara School of Irish Dancing che ha 11 sedi sparse per l’Italia. Così non è raro che le lezioni si concludano davanti a un boccale di birra o di sidro, a parlare di folletti, gnomi e leprecauni, i personaggi magici, socievoli e dispettosi allo spesso tempo, di cui sono ricche le favole irlandesi.

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Publicato in: Energia, Fitness indoor, Meditazione Argomenti: Data: 09-07-2012 06:21 PM


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