FUMO

Sempre meno "bionde" in Italia

di Daniela Uva
In vent'anni il consumo di sigarette si è ridotto del 26% in Europa. Le più virtuose sono le donne. In tutto il mondo.

In Europa il consumo di sigarette è diminuito, ma nei Paesi in via di sviluppo cresce di continuo.

Non possono apparire nei film, non possono essere pubblicizzate e le loro confezioni sono piene di frasi inquietanti. Non c’è dubbio: il nuovo millennio prosegue all’insegna del declino delle “bionde”. In tutta l’Europa occidentale il consumo di sigarette si è ridotto, in media, del 26%, fra il 1990 e il 2009. In Italia il dato, nel 2010, ha oscillato fra il 30 e il 39% di fumatori tra gli uomini. E fra il 10 e il 19% tra le donne, che in materia di fumo si dimostrano decisamente più virtuose.
Nel nostro Paese, come nella maggior parte di quelli occidentali, sono proprio le signore a dimostrarsi più attente a non esagerare con le sigarette. Lo ha dimostrato in modo chiaro l’ultimo rapporto dell’Istat in materia, che risale al 2009.
CON LA SIGARETTA SOLO IL 15% DELLE ITALIANE
In tutto lo Stivale i fumatori rappresentano il 26% della popolazione sopra i 14 anni. Ma se gli uomini sono ben il 29,5%, le donne sono soltanto il 15%. La fascia di età più a rischio è quella compresa fra 25 e 34 anni: in questo caso i maschi fumatori raggiungono quota 40,2%, contro una media nazionale ferma a 31,4%. Mentre fra le donne, quelle meno attente alle campagne anti fumo hanno fra i 45 e i 54 anni: qui le fumatrici salgono al 24,5%.
Numeri tutto sommato confortanti. Anche perché, ancora secondo l’Istat, negli ultimi anni il 22,9% degli italiani ha abbandonato le bionde. Eppure in tutto il mondo i fumatori sono ancora un miliardo, e di questi il 20% è costituito da donne.
MA NEL RESTO DEL MONDO IL FUMO È IN AUMENTO
A preoccupare son i dati dei Paesi in via di sviluppo, nei quali l’uso di sigarette cresce di continuo. Lo rivela una recente indagine condotta dall’American cancer society in collaborazione con la Fondazione mondiale Lung. Basta guardare cosa è successo negli ultimi anni in Medio Oriente per capire che la sensibilità nei confronti dei danni provocati dal fumo non è la stessa in tutte le zone del pianeta: nello stesso arco temporale (circa 20 anni) nel quale l’Europa diceva addio alle sigarette, in Paesi come Emirati Arabi e Qatar il consumo di bionde è lievitato del 75%. Spinto da un uso smodato soprattutto da parte degli uomini.
In tutto il vicino Oriente sono ben 800 milioni i maschi fumatori, a fronte di 200 milioni di donne. E la maggior parte di queste persone è concentrata in Stati a medio e basso reddito.
UN CINESE SU DUE FUMA
Il problema si è trasformato in emergenza in estremo Oriente. In particolare in Cina, dove il 50% degli uomini fuma abitualmente, contro il 2% di donne. E dati simili si riscontrano nella maggior parte dei Paesi emergenti. In tutti i casi, però, c’è una costante: il comportamento virtuoso delle donne. Da cui, si spera, anche l’altro sesso possa prendere esempio.

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Publicato in: Corpo, Mente&Psico Argomenti: , , , , , Data: 23-09-2012 02:39 PM


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